Le cose che so
(di me, fino a qui)

Una lettera per ribadire a me stessa quanto ho imparato fino a qui. Su di me.

Mi sono dovuta arrendere alle maniche lunghe e alla copertina sul divano. 

Il che non mi dispiace davvero, ma il sole in faccia, quello che brucia e mi fa sudare i baffi, già mi manca un pochino. Anche se a luglio arrivo a non sopportarlo più, qui in laguna.

Il sole è il mio segno. Sai quando le persone cercano di inquadrarti secondo se sei d’acqua (dolce o salata) o d’aria o di terra o di fuoco? Tutte stronzate, più o meno.

Io sono un segno di sole. Io Chiara intendo. Sto davvero bene solo quando c’è anche lui: mi sento profonda, ispirata, serena, addirittura bella. Con la pioggia piango, è ovvio.

E in autunno sono nostalgica, com’è giusto che sia. Ma dal cadere delle foglie c’è da imparare: a osservare gli alberi spogli cerco anch’io di lasciar andare le cose che non mi servono. I pregiudizi, i fastidi, le rabbie (ne ho più di una), le persone che mi affossano gli entusiasmi (ne ho più d’uno anche di questi), le scadenze.

Si parla molto di vita lenta, soprattutto in questi mesi freschi e poi freddi. La gente brama il rallentamento ma poi non lo cerca davvero. Io mi sono fatta una promessa: organizzati per avere più momenti vuoti possibili per stare con le tue parole

Scrivi sul tuo quaderno, leggi i romanzi che hai comprato, non i testi di lavoro, ma le tue storie.

Stai con le tue parole.

In una delle mie Cartucce estive ho scritto di ricordi, di camerette e cacciaviti, di Vespe e poster. E ho suggerito un esercizio di scrittura che sbloccasse il flusso:

Concediti un appuntamento con la te fanciulla, con il te bambino: sfoglia l’album delle foto dell’ottantacinque sulla libreria in salotto, cerca giù in cantina il proiettore delle diapositive e toglilo dalla scatola, rifugiati per una volta ancora in garage e scegli il cacciavite giusto per papà che ripara la sua Vespa nell’illusione che un giorno ti dica portala tu, è tua. Col piffero.

I ricordi vanno sbobinati, il film è il tuo.

[nella foto a lato siamo io e mia sorella Alessandra, la maggiore. Delle due la più buona è lei, è evidente. La repulsione per i calzettoni che scendono e il fastidio per l’erba alta che punge sono in me da allora.]

Se ti potessi inviare una lettera indietro nel tempo, cosa ti scriveresti?

Sì, la gag della Chiara Ferragni a Sanremo mi ha ispirata, lo ammetto (anche se ascoltarla parlare mi suscita la psoriasi ai gomiti). Ma l’intenzione era buona: un’occasione per riflettere sui propri passi, sugli ostacoli e le passioni che ti hanno portato fino a qui, in pieno autunno, tra castagne e melograni, al meraviglioso complesso umano che sei.

Scrivere lettere o liste per me è un mezzo per trovare conforto, per rassicurarmi e dirmi che va tutto bene, che io vado bene anche così, e sì, anche per sfanculare qualcuno o qualcosa e convertire la stizza in azione.

Hai mai considerato l’atto scrivere come un modo per congratularti con te, per tutto quello che hai combinato nella vita, superato e rovinato e adorato e incontrato?

Provaci, prenditi un momento, un’ora tutta per te. Se sei del team “vita lenta” ma poi non la cerchi davvero questo è un primo, consapevole, passo.

“Chiaretta bella,

parto con il dirti che Thomas Melan non ricambierà il tuo amore e nemmeno Matteo Visentin. Lo faranno altri e forse anche altre.

Il tuo sorriso, quello sì ti sarà fedele (quasi) sempre: coltivalo. Anche quando sarà più amaro del caffè.

Non avere paura, tutto si snoda, si risolve. Anche quel magma scuro che hai dentro di te e che a volte ti fa pressione tra il gozzo e il cuore.

Gli attacchi di panico esistono, ne avrai, si tengono a bada e -anche quelli- passano. Passa quasi tutto con il tempo, si trasforma. Anche l’amore.

Le persone attorno a te (ma anche quelle un po’ più in là) ti giudicheranno, non smetterà di farlo tua mamma, meglio se non te lo aspetti nemmeno dagli altri. Imparerai a conviverci, a stento, impegnati a fondo e il tuo senso di inadeguatezza sbiadirà un poco.

Perderai dei riferimenti e ti sentirai sola. Ma poi incontrerai chi ti saprà prendere per mano e insieme traccerete un nuovo percorso.

Agirai, eccome, seguirai i tuoi valori, anche quando non li distingui nitidi o credi di non averne di abbastanza degni. Ti metterai in moto, sarai davvero vela fuori dal porto. Questo te lo assicuro.

Ti sentirai sbagliata per molto tempo, non all’altezza, mediocre. Tutte cazzate.

Esistono domande inopportune e illecite a cui rispondere No è d’obbligo. Senza il Grazie.

Proteggiti, sei l’unica persona al mondo che può farlo davvero. Cambia il tuo linguaggio interiore appena ti è possibile, perché non sei scema. Te ne renderai conto.

Amati, oh sarà così difficile! Continuerai ad amare tutto e tutti e tutte prima e sopra di te. Sbaglierai. Ma poi capirai, e quando sarai pronta, ti amerai.

La pigrizia di pensiero e di spirito ti fanno saltare i nervi. Sii curiosa lì dove senti di non poter capire. Capirai.

Viaggia, non fermarti, non diventare pigra. Ci saranno persone che ti invidieranno per questo, per il tuo coraggio nelle partenze e per il costante movimento che generi. 

La tua creatività e la tua ironia ti distingueranno.

Divertiti con te stessa, sarai la miglior compagnia nella tua solitudine.

Stare al centro dell’attenzione costa fatica. Chiudi la porta a chiave, abbassa le luci, infilati a letto e dormi. Ferma le macine del tuo cervello.

Quando parli (e succede molto spesso) guarda dritto negli occhi, anche in mezzo al casino. Non sfuggire, resta.

Perditi nell’aria di montagna e nelle onde del mare.

Impara a nuotare, cazzo.

Balla sulle note di Billie Jean come quando ti pensavi la prossima Heather Parisi: ci saranno dei tempi in cui le tue anche cigoleranno ma tu non farci caso. Balla.

Puoi ammettere che la Cuccarini non t’è mai piaciuta tanto, che Bob Dylan è una lagna e che il rosso ti angoscia anche a Natale. Sono i tuoi pensieri, ti costituiscono.

Negli anni di lavoro alla scrivania sentirai pulsare i tuoi cervicali, uno dei tuoi punti deboli: porta sempre con te una pastiglia per il mal di testa.

E anche un cambio di mutandine perché farai del sesso occasionale con un intimo ridicolo. Le fantasie ananas, muffin e coccodrilli del reparto 12-15 anni di Tezenis sono il tuo debole.

Non sei decisamente fan dei pizzi. E sai bene che mi piaci un sacco proprio per questo.”

Passo a te la penna: inizia con una frase soltanto, caro o cara a me. Facile che ti prenda la mano.

Se ti potessi inviare una lettera indietro nel tempo, cosa ti scriveresti?

 

 Ps. A proposito di mutandine e risate, clicca qui sotto per ascoltare della sana musica trash.

 

Sono Chiara Foffano, copywriter freelance.

#Scrivoatuttapenna liste, idee, ricette, pensieri gentili, sogni. Ma anche landing pages, blog post, newsletter, presentazioni, brochures. 

Comunicare facile, con gentilezza, rispetto e un pizzico di ironia, è il mio più grande obiettivo. Sempre.

Questo blog è un po’ inutile.

Ma sai cosa: mi è necessario.

Con tutte le difficoltà e gli imprevisti della vita, sentivo il bisogno di uno sfogatoio, spazioso.

Perciò, ho creato da me il posto dove incanalare le mie emozioni represse: nell’etere del web ci stanno tutte, anche le tue.