Riflessologia plantare:
i magheggi di una massoterapista.

Dalla conformazione di alluci e talloni ti dirò chi sei e da dove vieni.

(Se solo fosse vero…)

Lo sento subito, di prima mattina. Mi giro su un fianco e come un involtino primavera mi porto addosso l’intero piumone. 

Per una manciata di secondi mi illudo d’avere tutta la giornata per dormire. C’è niente da fare: è ora d’alzarsi e lo sento, sento che mi punzecchia.

 Il mio collo mi sta facendo andare ai matti. Negli ultimi anni mi si indolenzisce spesso, colpa della postura punk alla scrivania. Ginocchia sullo sterno, curva sui tasti, a chi mi vede sembro la cugina capellona del Gollum, la tastiera il mio tessoro. Carina vero? Dimmi te come può uscirne il mio collo: cervicali a zoccole, insieme a scapole e lombari.

Da bambina avrei dovuto seguire con più attenzione “Siamo fatti così” invece d’avere il terrore per quegli animaletti pelosi e scuri che costruivano impalcature tra i miei denti. Ci riprovo.

A 41 anni suonati arriva l’immancabile momento (a cadenza mensile) in cui devo chattare alla Mari: “Ho bisogno del tuo tocco: quando hai uno spazietto per me?” Mercoledì alle diciassette andrà benissimo.

Marilisa-mani-di-ghisa la chiamo, la mia massoterapista.

Dolcissima bionda con gli occhi profondi, di uno zuccheroso celeste. Lei è la mia cura ai dolori posturali, quelli della vita.

Mica alza le mani eh! Sono “di ghisa” perché le sa usare senza alcun timore, impastando lombi e cervicali come fossero focacce. Sì, il trattamento è una vera sofferenza, nonostante lei abbia la cura di accendere per me un incenso alla malva. Che rilassa. 

Rilassa sto paio di ciufoli, dico io. Ma grazie Mari, lo apprezzo. 

Poi però mi pare di stare meglio. Forse.

Quando mi alzo dal suo lettino mi sento spumosa, leggera. Se qualcuno mi soffiasse contro salirei verso il cielo come appesa a un palloncino all’elio. Non esattamente la stessa scena del mattino, quando mi rotolo inerme nelle coperte per un minutino ancora.

Dalla conformazione del mio alluce pare che io abbia un gran senso del rispetto, eredità di mio padre. 

Il suo esempio d’uomo tutto d’un pezzo, come quelli di una volta di cui s’è perso lo stampo, è una mia aspirazione che non raggiungerò mai. La Mari mi dice di farci pace o la contrattura sotto alla spalla sinistra non si mollerà mai, ciclicamente tornerà. Come i miei enormi sensi di colpa familiari.

Trova il mio diaframma più contratto del solito. Ma forse perché ho smesso yoga nell’ultimo periodo, non ce la faccio con gli impegni. Può essere? Respirare ti serve, devi ricordarti di farlo più spesso! mi ammonisce lei. Quando hai cantato l’ultima volta? chiede. Mmm, mi sa che ormai è passato un mesetto dalle ultime prove. Se rinunci alle tue forme di espressione naturali, Chiara, è ovvio che ti si contrae il diaframma. Tu sei una persona gialla, hai bisogno di un po’ di bianco per bilanciare. Aria nuova, passa una giornata in montagna o comprati un libro nuovo.

I consigli della Mari. 

Che meraviglia è una persona così? Qualcuno che ti dica di quali colori hai bisogno, che legga al fondo del tuo corpo di chi sei figlia, a cui non devi dare spiegazioni se una preoccupazione ti mozza il fiato o se sei felice solo nell’aria nuova.

Conosco la Mari da qualche anno e posso dire senza indugi che mi ha tirata su col cucchiaino più di una volta. Prima la scapola, poi l’anca, poi il polso. Andavo da lei per un massaggio e finivo in lacrime. E non perché fosse insensibilmente energica ma piuttosto perché smuoveva melme dell’animo. Quelle piccole fratture d’intolleranza che nascondi da qualche parte, in fondo al tuo cuore, e che sgusciano nel tuo corpo fino a strozzare un nervo, un organo, il respiro.

Sono nelle mani di una strega, stai pensando a questo?

Non conosco molto della medicina cinese o della riflessologia plantare. Ascolto le parole della Mari  -che studia enciclopedie intere sul tema- e mi ritrovo molto in quello che lei legge di me, fosse anche dai miei piedi, poco mi importa. Mi offre l’opportunità di conoscermi meglio, d’avere un appuntamento con la me più primitiva quando pensavo fosse solo una seduta di massoterapia.

E poi, alla fine di ogni trattamento, mi dà un bacino sui capelli.

Ho questa fortuna. Io la vedo così.

Ah: riceve a Roncade, in provincia di Treviso. Se sei in zona e hai bisogno di lei, ti passo il suo contatto. Poi andiamo a berci uno spriz, in leggerezza.

Sono Chiara Foffano, copywriter freelance.

#Scrivoatuttapenna liste, idee, ricette, pensieri gentili, sogni. Ma anche landing pages, blog post, newsletter, presentazioni, brochures. 

Comunicare facile, con gentilezza, rispetto e un pizzico di ironia, è il mio più grande obiettivo. Sempre.

Questo blog è un po’ inutile.

Ma sai cosa: mi è necessario.

Con tutte le difficoltà e gli imprevisti della vita, sentivo il bisogno di uno sfogatoio, spazioso.

Perciò, ho creato da me il posto dove incanalare le mie emozioni represse: nell’etere del web ci stanno tutte, anche le tue.