Rimedi creativi contro noia e solitudine
(se ci stai)
Non fai proprio proprio il tifo per il periodo natalizio?
Inizia a frequentare posti infrequentabili.
La combo è perfetta durante le feste: noia e solitudine arrivano con il Pandoro (perché il “senza canditi” NON HA SENSO) e s’acchiattano, come si dice a Napoli. Si insinuano pacifiche nelle giornate dilatate, nel ritmo lento dei pranzi e delle cene, nella besciamella che pialla le palpebre, nei calzettoni di lana grossa e nelle serie tv che cariano i molari tanto sono scontate. Si insinuano e s’allargano, prendendosi tutta la (poca rimasta) voglia di vivere.
Va proprio così, non dire di no. Che noia, che solitudine.
Io le aspetto, so che arrivano prima o dopo. C’è sempre un momento, tra l’8 dicembre e il 6 di gennaio, in cui mi sorprendo totalmente ipnotizzata dalle lucine dell’albero. Seduta sul divano, gambe distese e braccia molli, sguardo lesso che per poco mi esce la bavetta del pisolino, vitalità cerebrale pari allo zero virgola cinque a voler essere ottimista. A fissare le lucine dell’albero di fronte a me. Eccole lì, noia e solitudine, a intermittenza.
Come ci si riduce, a una certa, mi dico. È mai possibile.
Una vocina dentro di me (neanche tanto “ina”, ma poi di chi è?) mi invita ad alzare le perchie. Non so neanche come né perché, io lo faccio: mi alzo dal divano perché così no, non si può mica.
[devi sapere che dentro la mia testa esistono voci, persone e mondi che, se da una parte mi manderanno al manicomio intorno agli ottanta-ottantadue (probabile), dall’altra non mi fanno conoscere silenzio né pace: che palle starle a sentire]
Disintossicati: leggi, esci, spegni quelcaxxodi.
(scegli tu: cellulare, tablet, pc o tv?)
La prima lista di rimedi contro noia e solitudine è nel titolo, facile facile.
Leggi una storia, anche a fumetti va bene -che hanno poche parole e tanti disegni. Non ti piace leggere? Che sfiga, non sai quanta roba ti perdi. In alternativa, scorri i podcast della tua libreria digitale e scegline uno da mettere a palla. Mentre ascolti:
- smaltati le unghie di mani e piedi
- sistema la biancheria cominciando dai calzini spaiati
- impasta le polpette di carne e ricotta
- spazzola il tuo micio soriano se prima riesci a prenderlo
- ricama le tue iniziali a uncinetto sugli asciugamani che usi per la palestra.
Ma almeno ascolta.
Esci da quella stanza. Fuori è freddo, sì. È inverno becco, giusto che sia così, anzi, una fortuna visto come si stanno mettendo le cose in natura. Copriti ed esci. Porta a cacare il tuo labrador, che ci mette una vita a trovare il posto giusto per farla, dando a te l’occasione di restare all’aria aperta ancora per un po’. Se vivi in città, cerca la vetrina di una ferramenta e osserva quanto sono strani certi aggeggi: a che minchia serviranno? Accendi la tua curiosità per le più piccole cose. Si trovano solo fuori da dove sei ora.
E spegni quel caxxo di cellulare: lo hai mai fatto durante il giorno?
Io no, lo ammetto. Ma mi sono allenata per settimane a guardarlo di meno. Ho guadagnato ore di tempo per potermi annoiare e sentirmi finalmente sola e ricominciare il loop: ma sai che sanata? Durante queste prossime vacanze lo farò, spengo il telefono anche di giorno. Non voglio connettermi con Felice Fuffa.
Frequenta posti infrequentabili
Per esempio? Le sala d’attesa, in generale.
Dal medico, se devi andare a farti prescrivere gli esami del sangue (periodo infelice per farlo, visto tutto quello che stai mangiando). Dall’estetista o dal barbiere, tendi l’orecchio ai discorsi della gente, e fatteli un po’ gli affari degli altri! ma dal vivo, senza il bisogno di scrollare, sai che gusto. Alle Poste o in Banca, chi frequenta posti come questi? Le vecchiette, gli imprenditori, donne alte con un brillocco alto così al dito e il cappotto camoscio?
Mettere il naso in un posto nuovo o in una situazione di cui non hai esperienza, è una bella adrenalina contro la noia e anche contro la solitudine. Mica devi per forza conoscere persone nuove eh, però a osservare la fauna che ti circonda e che vive dove di solito non vivi tu, ti smuove cose, sentimenti e dinamiche introspettive di cui non ti credevi capace.
Non lo faccio spesso, ma ogni tanto mi fermo nei bar che ci sono dal benzinaio, presente? Sono dei mini-autogrill fuori strada, ci trovi tramezzini ingialliti e brioches di carta, caffè acidi e scaffali di batterie stilo e rasoi. Target medio: camionisti. Adorabili.
Ordino un prosciutto e funghi e un succo alla pera, il mio classico. E sfoglio il giornale del giorno, immancabile sul bancone. Poi alla cassa compro anche le cicche e le gomme da masticare, per sentirmi importante.
E niente, sto lì un pochino con il mio quadernetto degli appunti. Potrebbe sembrarti noioso anche questo e molto triste (o da psicopatica, lo so), ma ti assicuro che non è così. In posti come questi nascono i miei personaggi migliori, quelli che poi ospito volentieri nella mia immaginazione e ci interagisco pure: il Moro palestrato, lo scrittore Caio, Eva la tatuatrice miope. Non so più se vado a fare il pieno alla Panda perché è davvero in riserva o perché lo è la mia creatività.
Fatto è che torno rigenerata, a tratti euforica.
La prossima volta che ti ritrovi con una pompa in mano (che detta così…), fermati quei cinque minuti e vedi che succede. Magari niente, magari tutto.
Frequentare luoghi infrequentabili è una cosa che devo alla mia fantasia: è qui che si diverte e io con lei, mi sento meno sola, è vero, anche se non posso dire di esserlo per davvero. Però sai, mica significa questo la solitudine. La solitudine può essere anche uno stile di vita, una scelta, un bisogno. Come la noia, a volte c’è la necessità di non voler fare un beneamato.
Tranne a Natale.
A Natale noia e solitudine ci sono per chiunque e a volontà, anche se non vuoi. Proprio come i datteri con le noci e il mascarpone: anche se non ti vanno tanto, finisci per mangiarne a rotta di collo.
Sono Chiara Foffano, copywriter freelance.
#Scrivoatuttapenna liste, idee, ricette, pensieri gentili, sogni. Ma anche landing pages, blog post, newsletter, presentazioni, brochures.
Comunicare facile, con gentilezza, rispetto e un pizzico di ironia, è il mio più grande obiettivo. Sempre.
Questo blog è un po’ inutile.
Ma sai cosa: mi è necessario.
Con tutte le difficoltà e gli imprevisti della vita, sentivo il bisogno di uno sfogatoio, spazioso.
Perciò, ho creato da me il posto dove incanalare le mie emozioni represse: nell’etere del web ci stanno tutte, anche le tue.
